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Il Lionismo in Italia e la storia del nostro Club

di Giugliano Martignoni

 

Il Lions nasce negli Stati Uniti d’America il 7 giugno 1917 per iniziativa di Melvin Jones, un assicuratore che già faceva parte di un tipo di club di affari chiamato Lion.

Il principio ispiratore e coordinatore di Melvin Jones che conseguentemente caratterizza lo spirito del neo Lions è contenuto nelle sue parole "sono completamente convinto che non si potrà andare tanto lontano se non si comincia a fare qualcosa per gli altri". In seguito nello stesso anno fu scelto come emblema un leone bifronte, fu adottato lo slogan Liberty, Intelligence, Our Nation Safety di cui la parola Lions è l’acronimo e furono promulgati gli scopi ed il codice etico. Nel 1954 fu adottato il motto "We serve" che dà un’idea della missione del Lions , che è in sostanza un club service.

È interessante notare che lo sviluppo del Lions negli Stati uniti ebbe inizio al termine della prima guerra mondiale, quasi come reazione dei principi di libertà, di solidarietà e di collaborazione contro quelli di tirannia, di antagonismo e di aggressione.

Si diffonde via via raggiungendo con due Clubs recentemente fondati in Cina ben 189 paesi nel mondo.
In Europa approda nel 1948, prima a Stoccolma nel marzo e subito dopo in aprile a Ginevra, poco dopo il termine della seconda guerra mondiale, portandovi l’etica individuale e collettiva sua propria e le conseguenti finalità spirituali e sociali.
In Italia arriva a Milano, dove il 28 marzo 1951 fu fondato ufficialmente il primo Club italiano. Il merito spetta ad un cittadino svizzero, milanese di adozione, Oscar Hausmann. Sponsor, ossia padrino del Lions Club Milano, oggi Milano Host, fu il Lions Club Lugano, e la Charter fu tenuta il 19 maggio 1951.

In Italia il Lions si sviluppa rapidamente e nel settembre 1953, data del primo Congresso nazionale, fu costituito Il Distretto italiano unico con il numero 108.
Nel 1959, a Rapallo, il distretto 108 con oltre 144 Clubs viene suddiviso in 5 Subdistretti, comunemente chiamati Distretti, divenendo così il Multidistretto 108 ITALY, ogni subdistretto prendendo come distinzione una lettera della parola Italy.
Poi il Distretto I nel 1972 si suddivise in Ia e Ib e successivamente anche altri Distretti italiani si suddivisero. A sua volta l’Ib si suddivise in Ib1,2,3,4 per cui attualmente il Multidistretto 108 Italy conta ben 17 Distretti con 1131 Clubs per complessivi 48087 soci. I dati sono riferiti al 31 agosto 2001.

Attualmente il Club di Campione d’Italia appartiene al Distretto Ib1, ma è nato nel distretto I essendo stato omologato il 12 dicembre 1966 e la Charter consegnata il 21 aprile 1967. È il 258° Lions Club italiano.
La charter fu consegnata al Club dall’allora Governatore Paolo Casati, del Club di Monza al primo Presidente del Campione Emilio Canesi, che per strana coincidenza era pure monzese, in una memorabile serata, al Casinò di Campione d’Italia, con presenti autorità e numerosi Lions di altri Clubs.
Sponsor il Club di Reggio Emilia con il Presidente Cadoppi, che, divenuto Governatore del suo Distretto T nel 1972-73 e partecipando al decennale del Club di Campione affermò simpaticamente che solo un anno dopo di lui per quel giusto rispetto che un figlio deve al proprio padre divenne Governatore nel rispettivo Distretto proprio un Lions del Club di Campione, un superstite dei fondatori, da lui sponsorizzato. E per quelle strane combinazioni, che la sorte tira fuori dal cappello, nello stesso 73-74 fu Presidente del Club di Campione Gualtiero Pironi, soprannominato chissà perché il Colonnello, l’altro superstite dei fondatori.

Ma veniamo alle vicende del Club. Fu il prof. Bertolini, originario di Reggio Emilia e già socio di quel Club, e che aveva aperto uno studio dentistico in quel di Campione a promuovere la costituzione di un Lions Club anche a Campione d’Italia ed ad ottenere che il Club di Reggio Emilia ne sponsorizzasse la nascita, non certo facile per la situazione particolare geopolitica del luogo.
Gualtiero Pironi, ha descritto nella pubblicazione del ventennale, una breve cronaca del Club: Dice Pironi, che nel 66 ci trovammo in sette al St.Louis ed "in piedi" e ne elenca i nomi chiamandoli i "magnifici sette" attribuendo "secondo Gualtiero" a ciascuno "le personali qualità peculiari". In seguito ci si ritrovò "seduti" nella prima sede del ristorante Gambrinus, dove ci furono date tutte quelle informazioni e quegli orientamenti indispensabili per essere validi Lions da Ugo Belloni, all’epoca addetto alla estensione dei Club e che rimase un grande amico nostro fino alla sua scomparsa, e da Pepp Calderara, addetto all’orientamento, oggi chiamata formazione, e che io ritengo due delle figure più significative del lionismo italiano.
Fu scelto come Presidente del Club il già citato Emilio Canesi ed altri soci entrarono prima della Charter per raggiungere l’allora numero canonico di 15, tra i quali è doveroso ricordare il pittore Figini, che disegnò il primo bellissimo guidoncino del Club, modificato successivamente, se non ricordo male nell’85 con quello attuale, non ricordo le ragioni forse per la fabbricazione o per il costo.
In seguito altri soci, anche di Melide e di Bissone entrarono nel Club, non senza le obiezioni di alcuni soci del Club di Lugano, obiezioni che il tempo e gli uomini fecero più o meno tranquillamente superare, talché attualmente i due Clubs vivono in ottima armonia e persone residenti a Lugano e dintorni fanno parte del Club di Campione e si è addirittura arrivati ad un gemellaggio fra i due Distretti, celebrato a Lugano quasi al termine dello scorso anno lionistico.

Mi sembra anche corretto ricordare che sin dall’inizio si instaurarono buoni rapporti con il Club del Mendrisiotto, primo club del distretto svizzero 102 con il quale Campione tenne degli intermeeting conviviali e di collaborazione di services.

Non ritengo di dilungarmi, non è mio compito, nel citare dettagliatamente le realizzazioni del Club in questi 36 anni di vita associativa nei diversi campi in cui si attuano i services: dal culturale (due edizioni della storia di Campione, incontri con personaggi del mondo politico italiano e svizzero, del mondo della cultura e della scienza), al sociale (borse di studio per i giovani, aiuto agli anziani, ai disabili con service permanente a laboratorio protetto), all’ecologico, agli incontri con altri Club Lions collaborando a loro services, alla partecipazione ai services distrettuali (cani guida ed altri), ed internazionali (Sight First).
È stato concluso un gemellaggio con il Club di Marrakesch, con un services a favore della iniziativa di quel Club per bambini ciechi e si è sponsorizzata la costituzione del Lions Club Solbiate Olona le Robinie attualmente con denominazione Legnano Castello le Robinie.

Ma ciò che più conta è che i soci, tutti i soci comprendano l’importanza dell’impegno che ci si deve assumere facendo parte di questo Lions Club, che dopo i primi e particolarmente difficoltosi passi, ha saputo affermarsi per quanto ha realizzato e realizzerà sia come attività e sia anche per la collaborazione data dai propri soci nei diversi incarichi ricoperti nel Distretto, nel quale anche in questo anno siamo chiamati a collaborare.
Consentitemi da ultimo di ricordare i colleghi soci fondatori, che hanno creduto nella validità dell’idea e delle finalità e ne hanno iniziato l’attuazione.
Eccetto i due superstiti dei 15 iniziali, gli altri non sono più tra noi perché la maggior parte ci ha lasciato per l’ineluttabilità del destino che ha chiamato anche altri soci entrati successivamente, ma tutti hanno contribuito ad instaurare nel Club quei sentimenti di amichevole unità nella operosità lionistica del servizio verso il prossimo, che io auguro debba essere una costante fisiologica del Club, arrogandomi il diritto di interpretare il pensiero di tutti i componenti del Lions Club Campione d’Italia e di tutti i graditi ospiti presenti.