Diario di viaggio a Marrakech
dal 20.02.2003 al 24.02.2003
20 febbraio 2003
Come convenuto ci troviamo al Principe Leopoldo alle 11. Siamo tutti presenti, non ci sono defezioni dell’ultimo momento.
Il nostro Presidente Bernard Liechti e Elisabet, Pier Luigi Sicilia e Mirella, Roberto Canesi e Michela, Sergio Sicilia e Irene e la sorella Ornella, Hans Willhelm e Dorotea, Gigi Ruggeri e Anna.
In pullman fino alla Malpensa; alla Malpensa un incaricato della Atitour ci consegna i biglietti per il check-in. Tutto regolare, quindi alla 13.40 partenza del volo della Royal Air Maroc per Casablanca. Aereo moderno con monitor ci consente di seguire la rotta e vedere il punto – aereo. Viaggio confortevole, ci servono uno snack, meglio lasciar perdere.
Arrivo alle 15.50 ora locale in perfetto orario, guadagniamo un’ora di fuso orario. Casablanca ha un bellissimo nuovo aeroporto, abbiamo 2 ore di sosta, valutiamo se conviene andare a fare un piccolo giro a Casablanca, il tempo è troppo stretto, rischiamo di prenderci il traffico e basta. Restiamo quindi nella galleria shopping e al bar, i fumatori si scatenano, è un via e vai di arabi nei loro tipici abbigliamenti, ci sono molti rientri dalla Mecca.
Siamo in un altro continente!
Alle 17.50 voliamo su Marrakech. È un volo di soli 40 minuti. Tutto regolare e in orario, arriviamo alle 18.30. Scendiamo dall’aereo e ci avviamo a piedi verso la porta d’entrata del piccolo aeroporto. È ormai sera, ma dal porticato si affaccia sorridente Giorgio Pellegrini, dietro di lui, indovinate……!! Giorgio Bianchi, abbronzato e in ottima forma, segue poi il bel volto sorridente di Mohamed El Jazouli (il notaio), un abbraccio di benvenuto, è un poco più brizzolato rispetto al 1999. Gentilissimo ci fa accomodare nella sala VIP, un addetto ci ritira i biglietti dei bagagli, penserà lui a tutte le formalità.
Ritirati i bagagli, non abbiamo intoppi, abbiamo dei doni tutti dichiarati e ci avviamo all’uscita. Li ci aspetta il Presidente del Lions Club di Marrakech Doyen Abdeljalil Laraki, con la moglie, giovane coppia, gentilissimi ci accolgono come dei vecchi amici.
Scambio la moglie per Rasha El Jazouli e l’abbraccio calorosamente. Non se la prendono e ridono divertiti.
C’è anche Pierre Cartier (il francese nativo del Marocco). Miglior accoglienza non potevamo averla.
Un pullman riservato ci porta all’hotel Kempinski Mansour, nella parte nuova della città, confinante con il Palazzo dei Congressi. Bellissimo hotel, viene appena dopo la Mamounia, ha un giardino interno con piscine e fontane che è eclatante. Le camere confortevoli. Appena il tempo di depositare i bagagli e una rinfrescatina e via, siamo attesi per il cocktail di benvenuto che è allo Sheraton, dove loro hanno la sede.
Vari soci sono a disposizione con le loro auto, tutte lussuose, per portarci allo Sheraton, poco distante, dove ci attendono.
Mi porta il Lion Cherkaoui, è molto simpatico, fa in tempo a dirmi che è stato deputato in Parlamento a Rabat e che ora è vice - sindaco di Marrakech.
Allo Sheraton, altro bel albergo, c’è una sala riservata per il ricevimento. Ci attendono molti soci con le mogli. I due Giorgio sono a nozze, salutano tutti, pacche sulle spalle, abbracci, sono proprio di casa. Ci disponiamo seduti in cerchio, noi da una parte e loro dall’altra; ci sentiamo un po’ osservati.
Ma ci pensa il loro Presidente Laraki a rompere il ghiaccio, ci dà un cordialissimo benvenuto ricordando il nostro gemellaggio. È il turno del nostro Presidente. Bernard si alza ed a braccio fa un discorso in perfetto francese. Va alla grande, i convenuti apprezzano e la sala si scalda. Servono l’aperitivo e cominciamo a spostarci e a conversare.
Les Lions (alla francese) di Marrakech ci hanno preparato un programma densissimo che ci occupa tutti i giorni.
Verso le 21.45 ci lasciamo, sanno che abbiamo prenotato la cena da “Jacut” nella Medina. Abbiamo la loro approvazione. Cherkaoui mi accompagna con la sua auto, gli altri anche vengono accompagnati.
Da “Jacut” si arriva attraverso un viottolo ben illuminato, si entra da una porticina ed infine si è nell’antico “Riad”. Palazzo sontuoso del 1600, “patio” interno con giardino e piscina, nei porticati ci sono le sale del ristorante. Ai piani superiori ci sono altre sale e le camere. Saltiamo il classico aperitivo nel “patio” e andiamo nella sala a noi riservata, 2 tavoli rotondi da 8 sono stati preparati. Ambiente raffinatissimo, tovaglie di broccato, piatti di porcellana decorati e marchiati Jacut, petali di rosa cosparsi sui tavoli. 2 suonatori accovacciati sul pavimento suonano una nenia araba che ricorda la danza del ventre, che però non avremo.
Cena tipicamente marocchina, antipasti, pollo al limone, agnello e cous cous serviti nelle loro “tagines”, il tutto corroborato da un ottimo cabernet rosso marocchino. Tutti apprezziamo, anche il prezzo (pare speciale) ca 50 Euro è accettabile. Il servizio e la gentilezza del proprietario impeccabili. Abbiamo superato abbondantemente la mezzanotte e si va a dormire.
21 febbraio 2003
La mattina è prevista una passeggiata in calesse con guida. Piacevolmente percorriamo l’Avenue de France e poi l’Avenue de la Menara (sono dei boulevards che sembrano delle autostrade) in direzione della Medina, compaiono le vecchie mura della città imperiale color ocra, che è il colore della città antica ed anche di quella moderna.
Si vede il minareto della Koutoubia, antica moschea, visitiamo “Les Tombeaux Saadiens”, testimonianze dell’Impero che per 10 secoli ha dominato il Marocco ed è stato presente anche in Spagna dove ha lasciato patrimoni di architettura e cultura (l’Alhambra a Granada etc). Poco lontano c’è la famosa piazza “Jemaa El Fna” che visiteremo nei giorni successivi individualmente, con i suoi incantatori di serpenti, giocolieri, mangiatori di fuoco, Tuareg, vari banchi di vendita di spezie, frutta etc.
Alle 15 siamo invitati dal Sindaco Omar El Jazouli, che è anche Lion alla “Mairie”. Ci riceve nella sala consigliare, molto bella ed elegante. Ci spiega come si è sviluppata Marrakech, i loro sforzi per piantumare il più possibile, la temperatura estiva è calata di 5 gradi ed è più sopportabile. Ci ringrazia per la nostra venuta e gli aiuti che portiamo.
Il nostro Presidente risponde con un brillante discorso e spiega come è composto il nostro Club e territorio (enclave). Porta pure una lettera del Sindaco di Campione d’Italia.
Successivamente con guida andiamo nella Medina nella zona della Mouassine, dove ci sono negozi di antiquariato, tappeti, artigianato etc. . Vediamo artigiani lavorare il legno, fantastici. Si scatena lo shopping, tutte le signore acquistano Kaftani leggeri da portare in casa, sono pratici e costano niente. Non mi dilungo oltre.
La sera abbiamo “l’aperitif statutaire” offerto dai nostri gemellati.
Les Lions hanno due meetings al mese, uno allo Sheraton e uno “statutaire”, è in casa a turno di un socio.
La casa è quella del Sindaco, ma gli onori di casa li fa Mustapha El Oudghiri (cognato del Sindaco e uomo Renault in Marocco) e la moglie (stanno ultimando la loro nuova casa).
Ci vengono a prendere all’hotel e ci portano in auto nei pressi del nostro albergo in una villa moderna e arredata alla marocchina. Saremo ca 50 e ci stiamo tutti, in parte seduti e in parte in piedi. A intervalli vengono servite varie pastelle con diversi ripieni, per il bere si fa self-service.
Serata piacevole, si conversa e ci si sposta. Il Past Governatore Hadj Maâti WAHABI è elegantissimo, vestito alla marocchina, è appena arrivato dalla Moschea. Il venerdì è la loro domenica e vanno a pregare. Un Lion è francese e mi spiega che passa l’inverno a Marrakech dove il clima è particolarmente favorevole, influenzato dalle vicine montagne dell’Atlas e da aria di mare che giunge dall’Atlantico. Anche Churcill, malato di polmoni, passava molto tempo alla Mamounia.
Pure il defunto re Hassan scendeva nel suo palazzo reale a Marrakech, dove trascorreva i mesi invernali. Abbordo la Signora più giovane e carina, moglie del medico Bouzaghar, è niente meno che la Presidentessa del Club delle Lionesses. Mi invita a visitare il loro centro rurale dove prendono donne povere dalla campagna e le indirizzano verso un mestiere.
Cherkaoui ha da raccontare una “histoire” che poi è una barzelletta abbastanza carina. Parte in quarta Giorgio Bianchi che anche lui ha la sua “histoire”. Parla un francese molto stretto, non capisco molto bene, comunque la barzelletta è molto lunga, tremo, però alla fine sorridono, l’avranno capita? Vengono poi i discorsi e il nostro Presidente tiene botta brillantemente con un ottimo francese (non sapevo che era nativo del Giura). L’anno prossimo il Lions Club Doyen festeggerà i suoi 50 anni dalla fondazione. Il nostro Presidente si complimenta con loro per questo importante traguardo ed assicura a tutto il Club riunito che una delegazione del nostro Club parteciperà ai loro festeggiamenti.
22 febbraio 2003
Al mattino arriva al nostro Presidente una telefonata da Rabat. È il Governatore Lions Mustafà Aziz che lo saluta e lo ringrazia. Porta anche i saluti del Re Mohamed VI che vorrebbe conoscerlo. Che sia una bufala? E di chi?
Mattinata libera. Arriva Rasha El Jazouli che porta Anna nei negozi di tessuti. Si aggregano Roberto e Michela e Sergio Sicilia con Irene.
E io che faccio? Me ne vado alla Palmerais per una camminata stupenda, successivamente in piscina a prendere il sole. Si pranza poi tutti insieme “au bord de la piscine”
Nel pomeriggio è finalmente l’ora dei services. Con il nostro pulmino arriviamo all’Istituto dei non vedenti. È una bella costruzione scolastica, il Presidente Laraki e vari Lions ci attendono. Ci introduce il Direttore, visitiamo la classe della I° elementare, ci sono 6 bambini ben vestiti, uno ci fa vedere come si scrive in “braille”, dopo ci canta una canzoncina in francese. Sono teneri e meritano una carezza delle nostre signore e un enorme lecca lecca.
Passiamo poi in un locale dove un giovanotto (sempre non vedente) maneggia su un tavolone una serie di computers tutti allineati. Maneggia e spiega con proprietà di termini. Praticamente la catena di montaggio di computers etc… permette di fotocopiare un testo qualsiasi ed infine di tradurlo in lettura “braille”. Mi spiegano che prendono in collegio bambini di famiglie povere e li portano fino alla maturità – Attualmente hanno 66 alunni, due ex sono all’università. Ci guidano attraverso l’Istituto, nel frattempo è arrivato anche il Sindaco, vari bambini circolano a gruppi di 2 o 3 tenendosi per mano e abbracciati.
Arriviamo a un salone e gli alunni sono tutti là, seduti in cerchio ad attenderci. Due più grandicelli suonano una chitarra e un mandolone e tutti scandiscono con le mani il ritmo.
Un ragazzo di circa 15 anni si alza e ci dà il benvenuto e ci ringrazia in “inglese” – Dopo riprendono a suonare, battere le mani e cantare.
A questo punto la commozione mi assale e così a tutti noi.
Passiamo poi alla biblioteca, dove ci fanno accomodare. Un ottimo thè marocchino è pronto per noi. Su un tavolo grande sono esposti e allineati i doni che abbiamo portato. Il Sindaco e Laraki hanno ancora parole di
ringraziamento, Liechti comunica che regaleremo anche il computer richiesto. La gioia traspare in tutti loro.
In pullman Pier Luigi sentenzia “abbiamo fatto un ottimo service”.
Riprendiamo con il nostro programma, e ci portiamo all’ospedale e in un’ala dedicata c’è il nuovo centro “Lions Marrakech Doyen” di dialisi. Il Lion Dr. Idrissi Kaitouni nefrologo ci introduce e spiega.
Ci sono ormai tutte le attrezzature, alcune sono di produzione italiana, e il centro partirà presto. Hanno speso più di 400'000 Euro. Sono abbastanza preoccupati per i costi per paziente.
Parliamo con Laraki, il giorno dopo, domenica ci sarebbe la gita al lago artificiale con pranzo. Abbiamo l’impressione di averli impegnati molto. Il nostro Presidente con molta diplomazia declina.
Le “soir” abbiamo “diner marocain au restaurant Borj Bladi offert par le club”. Ci arriviamo in prima serata. È enorme, ci ricevono a suon di tamburi e canti. Due enormi tende ai lati con in mezzo un campo per le corse dei cavalli berberi. Ci accomodiamo in una zona dove sono preparati 4 grandi tavoli con divanetti e sedie basse. Ci smistiamo nei vari tavoli e quindi si aggiungono les lions e signore.
Al mio tavolo c’è la deliziosa Rasha e Mohamed El Jazouli, hanno due figli all’università, il figlio a Parigi e la figlia a Montreal. Cena tipicamente marocchina (e sono tre) il piatto forte è un mezzo montone al forno (molto cotto) che viene bellamente ed intero messo in mezzo al tavolo. El Jazouli prende un coltellaccio e lo attacca servendoci nei piatti pezzi di carne squisita e fumante. Alla fine resta la carcassa con ancora molta carne. El Jazouli allunga la mano destra e con il dito medio a mò di trapano, penetra e strappa pezzi di carne che ci serve direttamente nei piatti. Io rispondo mangiando con le mani, ormai siamo mezzi Marocchini.
C’è poi lo spettacolo folcloristico e danze in costume (niente danza del ventre!!), le corse dei cavalli con arresti repentini e spari a salve al cardiopalma.
Segue la parte ufficiale, discorsi dei Presidenti (Liechti sempre brillante) ci sono i doni per i Presidenti, scambio dei guidoncini.
Laraki vuole una dedica e la firma di tutti noi. El Jazouli fa da cerimoniere, c’è un dono per ognuno di noi, disperato mi chiede come si pronuncia il nome del nostro Presidente, glielo pronuncio forzando molto la “ch”, strabuzza gli occhi, alla fine lo pronuncia correttamente.
Noi abbiamo portato 30 “cosmetic beauties” di Prada per le Signore – Non sanno chi è Prada, io ricevo un soffietto per camino – non ho il camino, siamo alla pari. Ci lasciamo con grandi abbracci e saluti da amiconi.
23 febbraio 2003
È una giornata libera, non vi dirò cosa faccio. Perbacco un po’ di “privacy”.
Bianchi è partito per Agadir, tanto domenica la meteo dà pioggia – È invece una giornata stupenda, ci saranno 25 gradi.
Anna, Michela e Roberto sono scatenati in ………………? Sh………g.
Il nostro Presidente Bernard e Elisabet visitano i giardini della Majorelle di proprietà Yves St. Laurent e il parco della Menara dove c’è un grande bacino d’acqua d’irrigazione di provenienza Atlas.
La sera tutti a cena à “La Maison Arabe” dei Principi Ruspoli di Roma. Giorgio Pellegrini dà forfait, ha un invito di amici.
Hans e Dorotea si scusano sono un poco stanchi. E ce credo.
Giorgio Pellegrini prenota per 11 e mi dice che si mangia “à la carte”. Vuoi vedere che mangerò un po’ di pesce, che arriva in giornata da Essaouira.
Macché niente di eclatante, soliti piatti marocchini (e sono 4 sere di seguito) prezzo romano.
24 febbraio 2003
Sveglia alle 4.15, dobbiamo partire. Alle 5 il ristorante apre per noi per il caffè. Tutti freschi e scattanti.
L’aereo parte alle 6.45 – Check-in difficoltoso, tutti hanno i bagagli in sovrapeso, dobbiamo pagare la differenza.
Breve sosta a Casablanca e poi aereo per Milano. È pieno di giovani coppie marocchine con tanti bambini piccoli. È l’Islam che avanza.
Alla Malpensa arrivo regolare, solita mezzora per l’attesa dei bagagli.
Siamo in pulman per Lugano dove arriveremo verso le 15.
Ci interroghiamo, come è andata? Il nostro Presidente dice bene.
Siamo alla fine, Vi siete annoiati? Se si chiedo venia , se invece è no spero di avervi fornito una buona panoramica sul gemellaggio e la magica Marrakech.
E allora
Inshallah - À la prochaine
Vostro affezionato Gigi Ruggeri.
Domenica, 2 marzo 20003